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Paolo
Bertoni, Maestro del Powerlifting.
di Gianni Fioroni
(commento apparso sulla brochure di presentazione
dei Campionati Italiani Assoluti -Memorial Paolo Bertoni
- svoltisi il 4-5 Aprile a Crema nel 1998).
Paolo Bertoni è stato l'artefice e l'ambasciatore
del powerlifting a Crema e in Italia. Ci sono stati
molti campioni che hanno calcato vittoriosamente le
pedane di gara, pero' chi ha dato un grande impulso
a questo sport, facendolo diventare popolare e con
un grande seguito di atleti, è stato proprio
Paolo. Anche le competizioni che egli organizzò
a Crema nel corso degli anni videro le tribune del
Palazzotto del Pargoletto gremite di pubblico interessato
e caloroso. Questo perché la sua simpatia,
la sua dirittura morale e la sua onestà, seppero
avvicinare la massa degli sportivi ad una disciplina
poco conosciuta.
Il powerlifting è uno sport che gli USA hanno
lanciato nel mondo nel dopoguerra, riprendendo e codificando
attività ginniche del vecchio continente. Spesso,
chi non lo conosce lo confonde con il bodybuilding,
gara di sviluppo muscolare, però seguendo una
competizione ci si accorge della totale differenza.
Nel bb conta lo sviluppo e la simmetria dei muscoli
e la capacità di presentarsi alla giuria e
al pubblico, nel powerlifting l'atleta combatte contro
il bilanciere e vince chi solleva il peso maggiore.
Certamente il powerliting non è solo questo,
è fatica, disciplina, abnegazione, obbedienza
ai tecnici e allenatori, perché tutto l'organismo
deve essere in grado di sopportare lo sforzo che deriva
dal sollevare in diverse posizioni pesi di svariati
quintali.
Paolo Bertoni è stato un grande preparatore
e ciò viene dimostrato dal gran numero dei
suoi allievi che nel corso degli anni si sono cimentati
nel powerlifting e che hanno vinto titoli a tutti
i livelli. Bertoni invece aveva imparato l'ABC delle
alzate di potenza leggendo riviste specializzate e
usando l'intelligenza e l'istinto.
Paolo Bertoni era stato colpito nella prima infanzia
da una forma di paralisi infantile e nel periodo dello
sviluppo il polpaccio mostrò postumi della
malattia. Per rinforzare i muscoli atrofizzati, Paolo
si avvicinò alla ginnastica con i pesi, e seguendo
le indicazioni di aveva qualche conoscenza nel settore,
riuscì ad attenuare il divario di potenza fra
le due gambe.
Lavorando coscienziosamente, si appassionò
a questi esercizi che lo irrobustivano in tutto il
corpo e cominciò a valutare se ci fosse la
possibilità di applicare quello che aveva imparato,
in competizioni specifiche. Conobbe cosi la disciplina
delle alzate di potenza e con qualche titubanza si
presentò un mattino di primavera del 1968 a
Milano, dove si svolgevano i campionati Nord-Italia.
Fra lo stupore dei presenti, lo sconosciuto Bertoni
sbaragliò la concorrenza nella categoria medio-massimi
e nell'autunno seguente ribadì le proprie qualità,
vincendo a Chiavari il suo primo titolo italiano.
Era fatta: la città di Crema veniva a conoscenza
che un suo figlio era campione nazionale di uno sport
insolito e poco conosciuto e proprio per questo molti
si avvicinarono a Bertoni per apprendere le tecniche
e le difficoltà del powerlifting. I suoi primi
allievi, dapprima presi un pò in giro per la
strana passione sportiva cui si interessavano, ora
potevano vantarsi di avere un maestro di tale valore
e qualità. Cosi l'anno seguente alcuni di loro
iniziarono l'attività agonistica al fianco
di Paolo, partecipando a campionati e trofei. I successi
in campo nazionale stimolavano sempre un maggior numero
di giovani ad intraprendere l'attività sportiva
ed in pochi anni il Club Bertoni divenne la squadra
più forte d'Italia e d era un punto d'onore
per gli avversari, riuscire almeno una volta a superare
la task force cremasca.
Gli attrezzi, prima un po' artigianali e via via sempre
più specifici, appassionano i tanti giovani
che sudano in palestra, quando poi si avvicinano i
giorni delle gare, è una ricerca nel far combaciare
le ore di allenamento con i periodi di preparazione
di Bretoni per assistere in anteprima alle sue performances,
mentre carica sempre più il bilanciere, fino
a raggiungere il massimale che ripeterà in
gara, seguito da tutti in assoluto e religioso silenzio.
Paolo si è confrontato con vari sistemi di
allenamento e nel corso dei campionati europei a Jonkoping
nel 1978 (i primi cui partecipava la nazionale italiana),
carpì le tecniche di allenamento della varie
squadre presenti, optando per il modello detto "Finlandese",
un sistema che evolve in 10/12 settimane e consiste
nel caricare il lavoro fino ad una certa % di forza
indietreggiando fino a pesi poco superiori alla partenza
della prima fase. Continuando gradatamente con % ben
determinate si giungeva al giorno della gara con il
carico a livello massimo e nel momento agonistico
era possibile anche superare la soglia prefissata.
Bertoni non aveva misteri e tutti i suoi allievi potevano
chiedere informazioni, consigli, pareri ed avere diversità
di vedute, avendo tutti la risposta appropriata ed
i chiarimenti necessari per migliorare sempre di più.
Grazie anche a questa apertura mentale, molti allievi
decisero di tentare l'avventura personale aprendo
palestre dove si insegnava e praticava il powerlifting
e, per il tempo in cui continuarono a partecipare
a competizioni, i nuovi allenatori colsero numerose
soddisfazioni perché i loro allievi si presentavano
alle gare ben addestrati ottenendo molte volte risultati
di prestigio. Poi le palestre si specializzarono in
ginnastica non agonistica, abbandonando lo sport di
origine. Si svolsero dei tornei interni tra palestre
locali, gare di distensione su panca, sempre molto
sentite dai partecipanti, però lo spirito agonistico,
che fra l'altro faceva percorrere centinaia di chilometri
dall'alba a notte fonda per raggiungere le località
sedi di gara per misurarsi con degli avversari, è
decisamente mutato. Fa eccezione la palestra fondata
da Vittorio Venturelli. In un locale di S. Maria della
Croce ha riunito un buon numero di giovani appassionati
del powerlifting e fra di loro sono emersi due atleti
di livello internazionale.
Arnoldo Rimoldi e Daniele Ghirardi sono da alcuni
anni campioni italiani nelle rispettive categorie
e Arnold nel novembre scorso ha conquistato la medaglia
d'oro nella prova di stacco ai campionati mondiali
che si sono svolti a Praga, primo oro per l'Italia.
Arnoldo detiene vari record assoluti e juniores, mentre
Daniele è sempre ai vertici della sua categoria.
Gli insegnamenti di Bertoni sono stati ben assimilati
da Venturelli e con la sua personale esperienza ha
costituito un binomio che ha dato i suoi frutti con
questi campioni e con altri che atleti che pur saltuariamente
prendono parte alle competizioni.
Sembra ieri che Paolo è mancato, eppure il
suo ricordo è sempre vivissimo in tutti noi
che abbiamo avuto modo di conoscerlo da vicino, sia
in campo sportivo che al di fuori di questa attività.
Per noi che siamo stati suoi amici è importante
oltre all'aspetto sportivo anche quello commemorativo
in quanto ricordiamo Paolo come una persona allegra,
gioiosa, con una gran voglia di vivere, di dedicarsi
alla famiglia e al suo sport per il quale ha fatto
davvero tanto.
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| Paolo
nella sua Palestra Il "Club Bertoni" |
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| Paolo
in posa |
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| Paolo
ad una competizione interenazionale |
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| Paolo
ad un Campionato Italiano
(a dx nella foto, si intravede un giovanissimo Damiano
Crocitto) |
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| All'ingresso
del Club Bertoni |
Stacco
al Campionato Europeo
EPF del 1979 |
Squat
sempre al Campionato Europeo EPF del 1979 |
Squat
ad un Campionato Italiano |
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Alcune
foto d'epoca del Club Bertoni |
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| Bertoni
& Pennacchi |
Paolo |
Campionato
Europeo a Zurigo 1980 |
Alcuni
membri del club |
| Un
ringraziamento particolare a Massimo Bertoni che ha
fornito le prime 4 foto della colonna di dx. Il testo
e le restanti immagini invece sono tratte dalla brochure
di presentazione del Campionato Italiano Assoluto (Memorial
Paolo Bertoni) svoltosi a Crema il 4-5 aprile 1998. |
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